Tracce del virus nei supermercati - Cantello: prodotti e macchine per la pulizia disinfezione e igiene

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Tracce del virus nei supermercati

Tamponi positivi al coronavirus in diversi supermercati. Cantellodetersiviprofessionali.it - Torino

Tg5 edizione del 26 aprile ore 20. Una manifestazione con tanto di cartelli dove su scritto “PULIRE NON E’ SANIFICARE". Certo chi ha immaginato questo slogan non ha ben chiaro il problema, perché se è vero che pulire non vuole dire sanificare (o disinfettare) è anche vero che non posso sanificare se non effettuo una perfetta pulizia.
Le due operazioni sono strettamente collegate ed una è nulla senza il supporto dell’altra.
Pulire è assolutamente necessario per eliminare ogni traccia di sporco dalle superfici. Lo sporco può infatti essere un terreno di coltura ideale per germi, batteri, virus, funghi, etc, quindi la rimozione dello sporco da una superficie con un prodotto idoneo vuole già dire fare un grosso passo in avanti verso la sanificazione o disinfezione. 
Purtroppo oggi si confonde molto tra igienizzare e sanificare, penando che questi siano sinonimi
In realtà con il termine igienizzante si devono intendere tutti i detersivi in grado di rimuovere lo sporco di qualsiasi tipo esso sia. Per sanificanti invece si intendono tutti quei prodotti in grado di uccidere fino al 99,9% di germi, batteri, virus, funghi, muffe, ecc.
Questi prodotti sono identificati dalla denominazione in etichetta “PRESIDIO MEDICO CHIRURGICO REG. MIN. SANITA’ N. XXXXX” oppure dalla dicitura BIOCIDA.
Non devono essere considerati dei detersivi veri e propri e quindi non vanno utilizzati per pulire. Quindi che piaccia o no bisogna prima bisogna effettuare una pulizia accurata delle superfici quindi procedere con la sanificazione, avendo ben cura di rispettare dosaggi e tempi di contatto dei prodotti utilizzati.
Utilizzare un disinfettante su una superficie sporca equivale a non fare quasi nulla.
Un’altra notizia sconvolgente è quella apparsa sul quotidiano LASTAMPA e che riporta la notizia del ritrovamento di virus del COVID 19 sulle superfici di diversi supermercati. 
Ma come, ho sempre pensato che il virus fosse diffuso dagli untori come nel medioevo. Sapere solo ora che sia presente sulle superfici è una notizia davvero sconvolgente.
Certo che per vendere i giornali si inventano qualsiasi cosa.
E’ chiaro che ormai il virus è presente ovunque, probabilmente anche nelle nostre case. Tuttavia ciò che è importante, ma che l’articolo non dice, è l'effettiva pericolosità del virus stesso sulle superfici.
Mi spiego meglio.
Avete mai sentito episodi di un clochard che riposa in un angolo di strada che abbia assalito un passante per rubargli il portafoglio?
No, perché si fa i fatti suoi ed aspetta al massimo l’elemosina.
Ben diverso invece il borseggiatore che attento ci frega il portafoglio senza che ce ne accorgiamo.
Il virus si comporta allo stesso modo. 
Noi lo possiamo contrarre soprattutto per via aerea da un altro individuo, positivo o portatore sano, che attraverso  i famosi droplets , quelle goccioline che espelliamo attraverso un starnuto, un colpo di tosse o con la saliva che “sputiamo” mentre parliamo, diffonde il virus.
Possiamo naturalmente anche contrarlo dalle superfici ma dobbiamo fare un distinguo importante.
Più il virus sta lontano dal suo ospite e più diminuisce la sua aggressività. I virus trovati nei supermercati non fanno testo se non siamo in grado di valutare la sua aggressività. 
Se i virus trovati nei supermercati sono rimasti sulle superfici per diverse ore ormai hanno lo stesso interesse verso di noi così come il clochard all’angolo della strada. Se invece respiriamo direttamente dei virus espulsi da una persona infetta il discorso è ben diverso. In ogni caso la pulizia delle mani, in assenza di sapone utilizzando un gel idroalcolico, è una pratica sempre valida che ci permette di mantenere un buona igiene ed evitare contagi di qualsiasi tipo, non solo dal coronavirus.
C’è inoltre un altro aspetto da considerare. Anche il povero clochard potrebbe prenderci il portafoglio rigonfio di banconote se ci addormentiamo su una panchina. Allo stesso modo potrebbe comportarsi il virus.
Una piccola carica virale difficilmente potrebbe attaccarci se siamo in buona salute, ma se abbiamo già dei problemi le nostre difese immunitarie debilitate, crollerebbero.
Il nostro organismo non riconosce il virus come un problema, quindi lo lascia agire indisturbato ed è spesso la causa dei casi più gravi, dove una diagnosi tardiva porta a infezioni che necessitano di ricovero.
In effetti quando sento parlare di riaperture in sicurezza mi viene da pensare. 
RIAPERTURA IN SICUREZZA... DI PRENDERE IL VIRUS
Cosa possiamo fare per difenderci?
Poco o nulla se non distanziamento, mascherina, igiene delle mani.
Ma che difesa abbiamo se siamo in gruppo in una stanza?
Vogliamo riaprire le scuole?
Cosa dobbiamo sanificare in una classe con 20 ragazzi con gli stessi all’interno?
Spruzziamo continuamente disinfettante?
Non possiamo. In parte ci basterebbe aprire le finestre ed arieggiare. Motivo per cui le attuali riaperture dei ristoranti sono previste solo con consumazione nei dehors. Ma poi, è necessario fare altro?
NON ABBIAMO ATTUALMENTE DIFESE VALIDE. Ad oggi l'unica soluzione concreta parrebbe la vaccinazione di massa che può farci uscire dal tunnel e poi ricordiamoci che ormai il virus è ovunque e le mutazioni sono una cosa del tutto naturale.
Più ostacoli mettiamo è più il virus cercherà di aggirarli.
D’altro canto il virus per sopravvivere deve trovare sempre nuovi ospiti da infettare e per fare questo si ingegna e muta.