• Benvenuti sul sito cantello.it
  • Contattaci: 011 22.66.280

  • Benvenuti sul sito cantello.it
  • Contattaci: 011 22.66.280

Cerca

Resta informato

Segui le nostre sezioni News, Corsi e F.A.Q. e sarai sempre informato sulle ultime novità del settore.

Finalmente

  • 21/05/2026 07:37:42
  • In: News


Con l’entrata in vigore delle norme più restrittive contro il greenwashing (1), cambia molto nella comunicazione commerciale soprattutto nel settore detergenza, pulizia professionale e prodotti tecnici.
Non significa che non si possa più parlare di sostenibilità; significa che ogni affermazione deve essere specifica, dimostrabile e verificabile.
Esempi di termini che diventano problematici se non supportati da prove:
❌ “Prodotto ecologico”

❌ “Detergente green”

❌ “Amico dell’ambiente”

❌ “100% sostenibile”

❌ “Zero impatto ambientale”

❌ “Prodotto naturale”

❌ “Rispetta l'ambiente” (senza spiegazione)
Questi claim richiedono certificazioni terze o evidenze tecniche documentabili*.
Questo impatta direttamente brochure, volantini, etichette, cataloghi, sito web e offerte commerciali.
Invece si passa a claim misurabili e oggettivi:

Prima
"Detergente ecologico ad alte prestazioni"

Dopo
"Formula concentrata che riduce il consumo di prodotto fino al 30%"


Prima
"Prodotto green"

Dopo
"Conforme ai criteri CAM ove applicabili"


Prima
"Rispetta l'ambiente"

Dopo
"Confezione realizzata con plastica riciclata al 50%" (solo se dimostrabile)


Prima
"Basso impatto ambientale"

Dopo
"Biodegradabilità testata secondo norma XXX" (solo se certificata)


Nelle nostre comunicazioni abbiamo sempre cercato di evitarebl'uso di frasi che potessero essere interpretate come dichiarazioni di ecosostenibilità. 
Ma se per qualsiasi nostra disattenzione avessimo proposto con frasi o attestazioni inopportune prodotti non conformi a criteri ambientali verificabili vi preghiamo di comunicarcelo scrivendo a cantello@cantello.it




*Una certificazione di terze parti significa che una dichiarazione fatta dall’azienda non viene auto-dichiarata, ma viene verificata da un ente indipendente esterno, competente e riconosciuto.
In pratica:
Azienda → Ente indipendente → Certificato
e non:
Azienda → "lo diciamo noi"
Questo è proprio il punto centrale delle nuove regole anti-greenwashing.
Esempio pratico
NON valido (autodichiarazione)
❌
"Il nostro detergente è ecologico."
Perché:
* lo afferma l’azienda stessa
* non c'è una verifica indipendente

Valido (con certificazione terza) ✅
"Prodotto certificato secondo [Ecolabel], con requisiti ambientali verificati da organismo indipendente."
oppure:
"Biodegradabilità verificata secondo norma XXX da laboratorio accreditato."

Esempi di certificazioni o verifiche di terze parti
UNI – norme tecniche
ISO – standard internazionali
EU Ecolabel – certificazione ambientale UE
FSC – materiali da foreste certificate
TÜV – verifiche tecniche
Bureau Veritas – verifiche e audit

(1) 

Il greenwashing (letteralmente “lavaggio verde”) è una pratica di marketing in cui un’azienda o un prodotto vengono presentati come più sostenibili, ecologici o rispettosi dell’ambiente di quanto siano realmente.

In sostanza:

si comunica un’immagine “verde” senza avere prove concrete che la supportino.

Il termine nasce dall’unione di:

  • Green → ecologico, sostenibile
  • Whitewashing → coprire o nascondere una realtà meno positiva

Esempi pratici

Caso 1

Un detergente riporta:

“Prodotto ecologico”

ma:

  • non ha certificazioni
  • non ci sono dati sulla biodegradabilità
  • non esistono verifiche indipendenti

Questo può essere greenwashing.


Caso 2

Un'etichetta usa:

�� foglie verdi
�� immagini della natura
♻️ simboli ambientali

per far pensare che il prodotto sia sostenibile, ma senza informazioni tecniche reali.

Anche questo può essere considerato greenwashing.

<