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Nuovo rischio

  • 20/05/2026 09:45:10
  • In: News



Il problema Ebola riguarda una delle malattie virali più gravi conosciute, causata dal virus Ebola, appartenente alla famiglia Filoviridae. È una patologia che può provocare epidemie con tassi di mortalità molto elevati e richiede un forte controllo sanitario internazionale.

RISCHIO EBOLA: CONOSCERE PER PREVENIRE

Le recenti notizie e i monitoraggi sanitari internazionali riportano periodicamente l’attenzione sul virus Ebola. Informazione, prevenzione e corrette procedure igieniche rappresentano strumenti fondamentali per la protezione degli ambienti di lavoro e delle persone.

Cos'è l'Ebola

L'Ebola è una malattia virale grave causata da virus appartenenti alla famiglia Filoviridae. Si trasmette attraverso il contatto diretto con fluidi corporei di persone o animali infetti e richiede procedure sanitarie specifiche per limitarne la diffusione.

Come si trasmette

La trasmissione può avvenire tramite:

✔ contatto con sangue e fluidi corporei
✔ superfici o strumenti contaminati
✔ contatto con materiali biologici infetti
✔ contatto diretto con persone contagiate

L'importanza della prevenzione

Le corrette procedure di igiene sono fondamentali:

✔ lavaggio frequente delle mani
✔ utilizzo di dispositivi di protezione (DPI)
✔ corretta sanificazione delle superfici
✔ gestione sicura dei materiali contaminati
✔ formazione del personale

Igiene professionale e sicurezza degli ambienti

Scuole, strutture sanitarie, uffici, ambienti pubblici e aree ad alta frequentazione richiedono standard elevati di pulizia e prevenzione.

COME SI DIFENDIAMO DALL'EBOLA?

In un ambiente pubblico (scuole, uffici, ospedali, mezzi di trasporto, centri commerciali), il rischio di contrarre Ebola è estremamente basso, soprattutto in Italia, perché il virus non si trasmette per via aerea come influenza o COVID.

Come si trasmette Ebola

L'infezione avviene attraverso il contatto diretto con:

  • Sangue di una persona infetta.
  • Vomito, diarrea, saliva, urine, sudore o altri fluidi biologici.
  • Oggetti contaminati da tali fluidi (guanti, lenzuola, aghi, strumenti sanitari).
  • Salme di persone decedute per Ebola.

Misure di prevenzione in luoghi pubblici

✅ Lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone.

✅ Utilizzare gel idroalcolico quando non è possibile lavarsi le mani.

✅ Evitare il contatto con sangue o altri liquidi biologici.

✅ Indossare guanti monouso durante interventi di pulizia di materiale biologico.

✅ Pulire e disinfettare immediatamente eventuali contaminazioni biologiche con prodotti idonei.

✅ Seguire rigorosamente le procedure di igiene nelle strutture sanitarie e assistenziali.

Per le scuole e gli enti pubblici

Per il personale addetto alle pulizie:

  • Utilizzare guanti monouso certificati.
  • Indossare eventualmente occhiali o visiera in presenza di schizzi.
  • Smaltire correttamente i materiali contaminati.
  • Effettuare una disinfezione accurata delle superfici contaminate.

Cosa NON serve

❌ Indossare mascherine nella vita quotidiana esclusivamente per Ebola.

❌ Evitare luoghi pubblici.

❌ Disinfettare continuamente oggetti e superfici non contaminate.

Sintomi da conoscere

I sintomi iniziali possono includere:

  • Febbre alta improvvisa.
  • Forte debolezza.
  • Mal di testa.
  • Dolori muscolari.
  • Vomito e diarrea.

Nelle forme più gravi possono comparire emorragie.

DIFESA?

La migliore difesa contro Ebola è l'igiene delle mani e l'uso corretto dei DPI durante il contatto con fluidi biologici. In assenza di contatti con persone infette o materiale contaminato, il rischio di contagio in un ambiente pubblico è praticamente nullo.

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17/06/2026

Nuovo sviluppo di rilievo: l'Africa Centres for Disease Control and Prevention ha lanciato un forte allarme, affermando che l'attuale epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo potrebbe diventare la più grave mai registrata nel continente africano se non verrà migliorato rapidamente il tracciamento dei contatti e il contenimento dei focolai.

Alcune fonti riportano inoltre un ulteriore peggioramento del bilancio, con oltre 800 casi e circa 190 decessi, mentre le autorità sanitarie segnalano che una quota significativa delle persone esposte al virus non è ancora stata identificata o monitorata.

Un elemento positivo riguarda la ricerca: candidati vaccinali sviluppati da University of Oxford e Moderna contro il ceppo Bundibugyo potrebbero entrare nelle prime sperimentazioni cliniche già a luglio, accelerando la disponibilità di strumenti specifici contro questo ceppo per il quale oggi non esistono vaccini approvati.

Restano particolarmente critici:

  • la difficoltà nel tracciare tutti i contatti dei casi confermati;
  • la diffusione in aree con instabilità e forti movimenti di popolazione;
  • la resistenza di alcune comunità alle misure sanitarie;
  • la carenza di strutture e risorse per il trattamento dei pazienti.

L'aggiornamento più significativo è quindi l'avvertimento ufficiale dell'Africa CDC: il focolaio sta raggiungendo dimensioni tali da poter superare i precedenti eventi epidemici da Ebola se la trasmissione non verrà rallentata rapidamente.



16/06/2026
 

Sono emersi nuovi elementi di rilievo, anche se non è stato registrato un ulteriore aumento ufficiale dei casi rispetto all'ultimo aggiornamento.

  • Le autorità sanitarie della Repubblica Democratica del Congo confermano 782 casi di Ebola e 181 decessi, mantenendo invariato il bilancio più recente. Tuttavia, organizzazioni impegnate sul campo ritengono che questi dati possano rappresentare una sottostima significativa della reale entità del focolaio.
  • Secondo Médecins Sans Frontières e altri operatori umanitari, persistono gravi difficoltà nella raccolta dei dati: mancanza di test diagnostici in alcune aree, ritardi nell'analisi dei campioni e informazioni non armonizzate tra laboratori, ospedali e squadre di sorveglianza.
  • La risposta sanitaria è sotto forte pressione: risultano operativi solo 14 centri di trattamento distribuiti in 9 delle 31 zone sanitarie colpite, lasciando molte comunità senza accesso rapido alle cure. In alcune aree i malati muoiono prima di poter raggiungere una struttura specializzata.
  • Prosegue inoltre la diffusione transfrontaliera. L'European Centre for Disease Prevention and Control segnala che in Uganda sono stati confermati 19 casi e 2 decessi; non sono stati segnalati nuovi casi nel Paese negli ultimi giorni, ma il monitoraggio resta elevato.

L'aspetto più significativo di questo aggiornamento non è tanto l'aumento dei numeri ufficiali, quanto il timore crescente che il focolaio sia più esteso di quanto emerga dai dati disponibili, a causa delle difficoltà diagnostiche, della resistenza di alcune comunità e della limitata capacità assistenziale nelle zone più colpite.




09/06/2026

Sono emersi sviluppi rilevanti che indicano un ulteriore aggravamento del focolaio.

  • La Repubblica Democratica del Congo ha aggiornato il bilancio a 550 casi confermati e oltre 100 decessi confermati, superando per la prima volta la soglia dei 100 morti.
  • L'epidemia continua a essere concentrata nelle province orientali di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu, con la maggior parte dei casi localizzati nell'Ituri. La diffusione è aggravata dalla presenza di gruppi armati che limitano l'accesso degli operatori sanitari alle aree colpite.
  • Sono stati segnalati nuovi attacchi contro le squadre impegnate nella risposta all'emergenza: un'aggressione recente a un team addetto alle sepolture sicure ha provocato feriti e danni ai mezzi, interrompendo temporaneamente attività essenziali per il contenimento del virus.
  • In Uganda i casi confermati restano 19. Tuttavia, il direttore generale dell’World Health Organization, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha invitato il governo ugandese a riconsiderare la recente chiusura del confine con la RDC, sostenendo che restrizioni generalizzate ai viaggi non siano la strategia più efficace per controllare la diffusione.
  • Rimane particolarmente critica la situazione sanitaria perché il ceppo Bundibugyo non dispone ancora di vaccini o trattamenti approvati. La risposta continua quindi a basarsi soprattutto su identificazione precoce dei casi, isolamento, tracciamento dei contatti e coinvolgimento delle comunità locali.

L'elemento nuovo più significativo è il superamento dei 100 decessi confermati, associato al deterioramento delle condizioni di sicurezza sul campo, che rischia di rallentare ulteriormente le operazioni di contenimento dell'epidemia.




07/06/2026
  • La situazione nella Repubblica Democratica del Congo ha registrato un forte peggioramento: sono stati confermati 71 nuovi casi in sole 24 ore, portando il totale a 452 casi confermati e 82 decessi. Le autorità parlano apertamente di trasmissione comunitaria rapida.
  • L’World Health Organization ha lanciato un nuovo piano d’emergenza da 518 milioni di dollari per i prossimi sei mesi, definendo questo focolaio il quarto più grande mai registrato in Africa. Il piano include rafforzamento dei controlli alle frontiere, supporto ai Paesi confinanti e maggiore coinvolgimento delle comunità locali.
  • I Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti hanno avvertito che, senza interventi rapidi ed efficaci, l’attuale epidemia potrebbe raggiungere o addirittura superare le dimensioni della crisi dell’Africa occidentale del 2014-2016, la più grave nella storia dell’Ebola.
  • In Uganda i casi confermati sono saliti a 19, con 2 decessi, confermando che la diffusione oltre i confini congolesi continua a rappresentare una criticità regionale.
  • Persistono gravi ostacoli operativi: conflitti armati, sfiducia verso le autorità sanitarie e disinformazione stanno ostacolando il tracciamento dei contatti e gli interventi sul territorio. In alcune aree sono state segnalate aggressioni alle squadre mediche.

L’elemento nuovo più rilevante è l’accelerazione della diffusione: il brusco aumento dei casi e l’allarme lanciato da OMS e CDC indicano che il focolaio è entrato in una fase più critica e richiede una risposta internazionale ancora più intensa.




05/06/2026
  • Nella Repubblica Democratica del Congo i casi confermati sono aumentati a 363, con 62 decessi confermati. Nelle ultime 24 ore sono stati segnalati 19 nuovi casi, inclusi due decessi recenti. L’epidemia interessa ormai 17 zone sanitarie dell’Ituri, 7 del Nord Kivu e 1 del Sud Kivu.
  • Un elemento di preoccupazione è l’attacco a una squadra incaricata delle sepolture sicure nella zona di Katana (Sud Kivu). Gli operatori sono stati costretti ad abbandonare il feretro, poi gestito dalla comunità locale senza adeguate misure di protezione, aumentando il rischio di nuovi contagi.
  • In Uganda il numero dei casi confermati rimane a 15, con 1 decesso e diversi pazienti ancora in trattamento.
  • Prosegue l’espansione della risposta internazionale: l’Pan American Health Organization ha attivato misure di preparazione nelle Americhe e sta distribuendo materiali diagnostici ai laboratori dei Paesi considerati più esposti al rischio di importazione.
  • Sul fronte scientifico, sono stati accelerati i programmi per vaccini e terapie contro il ceppo Bundibugyo. Tre candidati vaccinali (sviluppati da IAVI, University of Oxford e Moderna) hanno ricevuto importanti finanziamenti, ma nessuno è ancora disponibile per l’uso sul campo.

La novità più significativa è l’aumento dei casi confermati a 363 e il verificarsi di attacchi contro le attività di risposta sanitaria, fattori che potrebbero rendere più difficile il contenimento dell’epidemia nelle aree colpite.




04/06/2026
  • L’World Health Organization riferisce che la risposta sanitaria sta iniziando a recuperare terreno rispetto all’epidemia. Nella Repubblica Democratica del Congo sono ora registrati 344 casi confermati e 60 decessi confermati.
  • In Uganda i casi confermati restano 15, con 1 decesso e 2 guarigioni documentate.
  • Un dato incoraggiante è l’aumento dei guariti: almeno 6 pazienti in RDC e 2 in Uganda sono stati dimessi dopo il recupero, confermando l’importanza della diagnosi e del trattamento precoci.
  • L’epidemia si è però estesa a 24 località in tre province congolesi, e nuovi casi sono stati segnalati in aree difficilmente accessibili a causa dell’insicurezza e della presenza di gruppi armati.
  • Rimane una criticità importante il tracciamento dei contatti: attualmente viene monitorato circa il 45% dei contatti identificati, ben al di sotto dell’obiettivo del 90% ritenuto necessario per contenere efficacemente il focolaio.
  • L’OMS stima che serviranno circa 115 milioni di dollari nei prossimi tre mesi per sostenere la risposta internazionale; al momento è disponibile poco più di un terzo dei fondi necessari.
  • Non risultano segnalazioni di trasmissione sostenuta in Europa. L’European Centre for Disease Prevention and Control continua a valutare il rischio per l’Europa come molto basso, pur mantenendo alta la sorveglianza.

L’elemento nuovo più significativo è che, pur continuando a crescere il numero di casi confermati, l’OMS osserva segnali di miglioramento nella capacità diagnostica e nella gestione clinica, con un aumento dei pazienti guariti e una riduzione dell’arretrato di casi sospetti da verificare.




03/06/2026
  • L’Uganda ha confermato 6 nuovi casi di Ebola nelle ultime 24 ore, portando il totale nazionale a 15 casi confermati. I nuovi contagi sono stati individuati tra persone già identificate come contatti di casi precedenti. Finora si registrano 1 decesso, 2 guarigioni/dimissioni e 12 pazienti ancora in trattamento.
  • L’World Health Organization ha rivisto significativamente al ribasso il numero dei casi sospetti nella Repubblica Democratica del Congo: molte segnalazioni iniziali sono state escluse dopo verifiche epidemiologiche. Attualmente risultano 321 casi confermati, 48 decessi confermati e 116 casi sospetti ancora sotto indagine.
  • Il rischio di diffusione regionale rimane elevato. L’International Organization for Migration ha avvertito che eventuali chiusure delle frontiere tra RDC e Uganda potrebbero favorire attraversamenti informali non controllati, aumentando il rischio di trasmissione.
  • L’European Centre for Disease Prevention and Control continua a valutare il rischio per l’Europa come molto basso, pur mantenendo attive misure di sorveglianza e preparazione.

La novità più importante rispetto agli aggiornamenti precedenti è l’aumento dei casi confermati in Uganda e la revisione dei dati nella RDC, che fornisce un quadro epidemiologico più preciso dell’epidemia.




30/05/2026

L'epidemia di Ebola attualmente più preoccupante è in corso nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), con estensione di alcuni casi anche in Uganda. Il ceppo coinvolto è il virus Ebola Bundibugyo (BDBV), particolarmente critico perché non esistono ancora vaccini o trattamenti specificamente approvati per questa variante.

Dati più recenti

Secondo gli ultimi aggiornamenti OMS:

  • Oltre 900 casi sospetti segnalati.
  • Tra 125 e 150 casi confermati tramite laboratorio.
  • Oltre 220 decessi sospetti.
  • Tasso di mortalità stimato tra 30% e 50% nei casi confermati.
  • Casi confermati anche in Uganda, inclusi alcuni importati dalla RDC.

Perché preoccupa particolarmente

L'OMS ha dichiarato l'evento una Emergenza Sanitaria Pubblica di Interesse Internazionale (PHEIC). I principali fattori di rischio sono:

  • Ritardo nell'identificazione iniziale del focolaio.
  • Area interessata con conflitti armati e grandi movimenti di popolazione.
  • Difficoltà nel tracciamento dei contatti.
  • Assenza di vaccini approvati contro il ceppo Bundibugyo.
  • Presenza di casi vicino ai confini con Uganda, Sud Sudan e Rwanda.

Rischio per l'Italia

Al momento non risultano casi autoctoni in Italia e il rischio per la popolazione italiana è considerato molto basso. Ebola si trasmette attraverso il contatto diretto con sangue, fluidi biologici o tessuti di persone infette e non per via aerea come influenza o COVID.

Settori da monitorare

Per aziende che importano merci o DPI dall'Africa orientale e centrale, conviene seguire:

  • Eventuali restrizioni sanitarie nei trasporti internazionali.
  • Controlli aeroportuali e portuali.
  • Possibili rallentamenti logistici regionali.
  • Misure OMS e Africa CDC nei Paesi coinvolti.

L'OMS ritiene che il focolaio sia ancora in fase di espansione e non abbia probabilmente raggiunto il picco, anche se il rafforzamento della sorveglianza sta migliorando l'identificazione dei casi.
 


02/06/2026

  • L’epidemia nella Repubblica Democratica del Congo è diventata la terza più grande epidemia di Ebola mai registrata, con 282 casi confermati e 42 decessi confermati. I casi sono concentrati soprattutto nella provincia dell’Ituri, ma coinvolgono anche Nord Kivu e Sud Kivu.
  • L’OMS segnala che il focolaio potrebbe essere molto più esteso dei numeri ufficiali, perché è rimasto non identificato per diverse settimane e attualmente viene monitorata solo una parte dei contatti dei casi confermati.
  • Una novità positiva è l’aumento dei pazienti guariti, inclusi operatori sanitari. A Bunia è stato inoltre inaugurato un nuovo centro specializzato per il trattamento dell’Ebola.
  • Cresce il sostegno internazionale: la coalizione CEPI ha annunciato finanziamenti fino a circa 60 milioni di dollari per accelerare lo sviluppo di vaccini specifici contro il ceppo Bundibugyo, per il quale non esiste ancora alcun vaccino approvato.
  • In Uganda risultano 9 casi confermati collegati al focolaio e almeno un decesso. Le autorità hanno rafforzato le misure di controllo alle frontiere per limitare ulteriori importazioni di casi.
  • Non risultano al momento evidenze di trasmissione sostenuta in Europa. L’European Centre for Disease Prevention and Control continua a monitorare la situazione e mantiene elevata la sorveglianza epidemiologica.

L’elemento più significativo emerso oggi è che, nonostante la crescita dei casi, stanno aumentando i guariti e sono stati avviati nuovi investimenti internazionali per sviluppare vaccini contro questo ceppo specifico del virus.
 



 



01/06/2026

Nuovi sviluppi importanti sull’epidemia di Ebola da ceppo Bundibugyo:

  • L’OMS segnala che i casi confermati nella Repubblica Democratica del Congo sono saliti a circa 263–282, con oltre 40 decessi confermati, mentre i casi sospetti in indagine hanno superato quota 1.100.
  • Per la prima volta sono stati registrati e annunciati pazienti guariti, inclusi infermieri e operatori sanitari dimessi dai centri di trattamento. L’OMS considera questo un segnale incoraggiante sull’efficacia della diagnosi precoce e delle cure di supporto.
  • È stato inaugurato un nuovo centro specializzato per il trattamento dell’Ebola a Bunia, epicentro del focolaio nella provincia di Ituri.
  • L’OMS continua però ad avvertire che la diffusione del virus sta ancora superando la capacità di risposta sanitaria in alcune aree colpite da conflitti armati e attacchi contro strutture mediche.
  • Emergono i primi effetti internazionali: KLM ha sospeso i voli da e per Entebbe in Uganda a causa delle restrizioni e dei controlli sanitari collegati all’epidemia.
  • Sono stati valutati alcuni casi sospetti fuori dall’Africa, inclusi segnalazioni in Brasile e Italia, ma finora non risultano conferme ufficiali di diffusione internazionale sostenuta.
  • Rimane alta la preoccupazione perché il ceppo Bundibugyo non dispone ancora di vaccini o terapie approvate specifiche.

Le autorità sanitarie europee e internazionali continuano a considerare il rischio per l’Europa basso, ma mantengono un livello elevato di sorveglianza epidemiologica.



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