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Sarà il nuovo COVID?

  • 10/05/2026 10:28:48
  • In: News



Le notizie allarmanti provenienti dal contagio HANTAVIRUS (Il nome deriva dal fiume Hantan, in Corea, dove il virus fu identificato per la prima volta.) sulla nave MV HONDIUS ci hanno messo in allarme e cerchiamo di non farci prendere impreparati come era successo con il COVID che nel giro di pochi giorni ha sconvolto il mondo.
Abbiamo quindi fatto un po di ricerche in rete.

L'antavirus potrebbe essere considerato un nuovo COVID?
L’OMS ha dichiarato che non siamo all’inizio di una nuova pandemia e che il rischio globale è attualmente basso.
Ecco le differenze principali:
Il Covid (SARS-CoV-2) si trasmetteva molto facilmente per via aerea.
Gli hantavirus sono virus conosciuti da decenni e normalmente si
trasmettono tramite contatto con urine, saliva o feci di roditori infetti. 
Il ceppo “Andes”, c
oinvolto nel focolaio recente, può trasmettersi anche tra persone, ma molto meno facilmente rispetto al Covid. 
Negli ultimi giorni si parla di un focolaio su una nave da crociera (MV Hondius), con alcuni casi e decessi, ma gli esperti continuano a dire che:
non ha la stessa diffusività del Covid,
non ci sono segnali di pandemia globale,
la situazione è sotto
monitoraggio sanitario internazionale

Sintomi possibili:
febbre,
dolori muscolari,
tosse,
difficoltà respiratorie nei casi gravi.

Come si trasmette?
L’hantavirus si trasmette soprattutto dai roditori all’uomo.
I modi principali sono:
inalando polvere contaminata da urine
saliva o feci di topi/ratti infetti
toccando superfici contaminate e poi bocca, naso o occhi;
più raramente tramite morsi di roditori.
Le situazioni più a rischio sono:
pulire cantine, soffitte, garage, magazzini o legnaie chiuse da tempo;
ambienti con presenza di escrementi di roditori;
luoghi polverosi infestati da topi.
Per la maggior parte degli hantavirus, il contagio tra persone è molto raro o assente.
Il ceppo “Andes” è uno dei pochi che potrebbe trasmettersi tra esseri umani, ma solo con contatti molto stretti e non con la facilità del Covid.

Per prevenire il rischio:
evitare di spazzare a secco escrementi di roditori;
usare guanti e mascherina;
aerare gli ambienti chiusi prima di pulire;
disinfettare con detergenti o candeggina diluita.

Come disinfettiamo le superfici contaminate?
Per disinfettare superfici potenzialmente contaminate da hantavirus è importante non sollevare polvere.
Procedura consigliata:
Aerare il locale
lasciare aperto per almeno 30 minuti.
Proteggersi
guanti monouso;
mascherina (meglio FFP2);
evitare contatto diretto con escrementi o polvere.
Non usare scopa o aspirapolvere
possono disperdere particelle nell’aria.
Bagnare e disinfettare con disinfettanti virucidi professionali rispettando dosaggi e tempi di contatto.
Rimuovere con carta assorbente
buttare tutto in un sacchetto chiuso.
Lavare bene le mani
anche dopo aver tolto i guanti.
Per ambienti professionali o ad alto rischio si usano disinfettanti con efficacia virucida certificata EN 14476.

Si trasmette da uomo a uomo?

Nella maggior parte dei casi no: gli hantavirus normalmente non si trasmettono facilmente da uomo a uomo.
L’eccezione principale è il ceppo chiamato Andes virus, diffuso soprattutto in Sud America, per il quale sono stati documentati alcuni contagi tra persone dopo contatti molto stretti e prolungati.
Anche in questi casi:
la trasmissione è molto meno efficiente rispetto al Covid;
non avviene con la stessa facilità per via aerea;
richiede generalmente contatti ravvicinati con secrezioni respiratorie o fluidi corporei.
Per questo gli esperti e l’OMS non considerano l’hantavirus una minaccia pandemica simile al SARS-CoV-2.

Che rischio corriamo nella nostra vita quotidiana?

Per la maggior parte delle persone il rischio nella vita quotidiana è molto basso.
Non si prende normalmente:
camminando per strada,
andando al supermercato,
lavorando in ufficio,
usando mezzi pubblici,
stando vicino a persone sane.
Il rischio aumenta soprattutto se si entra in contatto con ambienti infestati da roditori, ad esempio:
cantine,
soffitte,
capanni,
magazzini,
baite chiuse da tempo,
depositi con escrementi di topi.
Le attività più a rischio sono:
spazzare polvere contaminata,
pulire escrementi secchi senza protezioni,
maneggiare materiali contaminati.
Per proteggersi:
aerare bene i locali chiusi;
usare guanti e mascherina durante le pulizie;
non usare la scopa a secco sugli escrementi;
disinfettare prima con detergente o candeggina diluita.
Quindi, nella normale routine quotidiana urbana, il rischio di contrarre hantavirus è considerato molto basso.

Quel è il decorso?

In genere il decorso segue queste fasi:
Incubazione
da circa 1 a 5 settimane dopo il contagio.
Fase iniziale
Sintomi simili a un’influenza:
febbre,
forte stanchezza,
dolori muscolari,
mal di testa,
nausea o vomito.
Fase più grave (in alcuni casi)
A seconda del tipo di hantavirus possono comparire:
difficoltà respiratoria e polmonite grave;
accumulo di liquidi nei polmoni;
problemi renali;
calo della pressione.
Recupero
Se il paziente supera la fase critica, il miglioramento può richiedere settimane.
La gravità dipende dal ceppo:
alcuni hantavirus europei causano forme più lievi;
altri, come l’Andes virus o quelli americani, possono essere più aggressivi.
Non esiste un antivirale specifico universalmente efficace: la cura è soprattutto di supporto ospedaliero (ossigeno, terapia intensiva nei casi gravi).
La cosa importante è che i casi restano relativamente rari e il rischio per la popolazione generale è basso.

QUINDI?
Capiremo qualcosa di più solo a meta giugno dopo il periodo di incubazione.

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17/06/2026
  • In Spagna è stato dimesso l’ultimo paziente ricoverato per il focolaio associato alla nave MV Hondius. Le autorità sanitarie hanno confermato che non vi sono più pazienti ospedalizzati nel Paese per questo evento.
  • Continua a fare notizia il caso della passeggera statunitense Angela Perryman. Il Segretario alla Salute degli Stati Uniti ha disposto il proseguimento della sua quarantena fino al termine previsto del periodo di osservazione, nonostante sia rimasta asintomatica per oltre cinque settimane e alcuni esperti avessero ritenuto accettabile il rientro a domicilio sotto sorveglianza.
  • Il focolaio internazionale rimane contenuto. L’ECDC riporta 13 casi complessivi (12 confermati e 1 probabile) legati all’evento della MV Hondius, senza evidenze di diffusione sostenuta nella popolazione generale.
  • L’OMS continua il monitoraggio di oltre 600 contatti in 32 Paesi. Le persone esposte restano sotto sorveglianza sanitaria o autosorveglianza secondo i protocolli internazionali.
  • Non risultano nuovi decessi né nuovi focolai internazionali nelle ultime ore. Il quadro epidemiologico globale appare stabile e sotto controllo delle autorità sanitarie.

In sintesi, la notizia più significativa di oggi è la dimissione dell’ultimo paziente ricoverato in Spagna e la conferma che, al momento, non emergono nuovi cluster o un peggioramento della situazione internazionale.




16/06/2026

Sono emersi alcuni aggiornamenti significativi sull’hantavirus:

  • Il caso sospetto nel carcere di San Quentin, in California, è stato escluso. Ulteriori test di conferma hanno dimostrato che il primo risultato positivo era un falso positivo. Non si tratta quindi di un nuovo caso di hantavirus.
  • Prosegue la controversia negli Stati Uniti sulla gestione della quarantena dei passeggeri della MV Hondius. Una passeggera della Florida, rimasta asintomatica, sostiene di essere trattenuta contro il parere iniziale di alcuni esperti del CDC, che avrebbero ritenuto possibile il completamento dell'isolamento a domicilio.
  • Un editoriale del Guardian sottolinea come il mondo abbia probabilmente evitato una crisi sanitaria più ampia. L'articolo evidenzia che il rapido coordinamento tra OMS, autorità nazionali e servizi sanitari ha limitato il cluster a 13 casi confermati o probabili, evitando una diffusione internazionale più estesa. Inoltre, è stato avviato un programma di ricerca internazionale che coinvolge 21 Paesi per sviluppare nuove conoscenze, trattamenti e possibili vaccini.
  • La sorveglianza internazionale continua senza evidenze di peggioramento. L'OMS mantiene il monitoraggio dei contatti esposti e ricorda che l'Andes virus rimane l'unico hantavirus noto con capacità, seppur limitata, di trasmissione interumana. Il rischio per la popolazione generale continua a essere considerato basso.

In sintesi, la novità più importante è che il sospetto nuovo caso californiano è stato smentito. Non sono stati segnalati nuovi decessi o nuovi focolai, e il quadro epidemiologico internazionale appare stabile sotto stretta sorveglianza.




09/06/2026
  • In Spagna, i 12 contatti in quarantena sono stati dimessi dall'ospedale Gómez Ulla dopo essere risultati negativi ai test e privi di sintomi. Completeranno il periodo di isolamento a domicilio sotto sorveglianza sanitaria. Il secondo caso confermato rimane ricoverato con sintomi lievi e senza peggioramenti.
  • Negli Stati Uniti, cinque passeggeri esposti durante il focolaio sulla MV Hondius sono tornati nei rispettivi stati di residenza dopo tre settimane di osservazione senza sviluppare sintomi. Continueranno il monitoraggio attraverso i dipartimenti sanitari locali, mentre altri contatti restano sotto controllo.
  • Le autorità internazionali confermano che il rischio per la popolazione generale resta molto basso. WHO, ECDC e CDC ribadiscono che il virus coinvolto è l’Andes virus, l’unico hantavirus noto per una limitata trasmissione interumana che richiede contatti stretti e prolungati. Non vi sono segnali di diffusione sostenuta nella comunità.
  • Proseguono le indagini sull’origine del focolaio. Un recente approfondimento evidenzia come rimangano ancora aperti alcuni interrogativi sulle modalità iniziali di esposizione che hanno portato al cluster associato alla nave da crociera, sottolineando l’importanza delle indagini epidemiologiche per prevenire eventi simili in futuro.

Al momento non sono stati segnalati nuovi focolai estesi né un aumento significativo dei casi confermati rispetto agli ultimi aggiornamenti disponibili. La sorveglianza internazionale rimane attiva.




07/06/2026
  • L'Argentina ha ampliato le indagini epidemiologiche sul focolaio associato alla nave MV Hondius. Squadre di ricercatori argentini e del CDC statunitense stanno catturando e analizzando roditori nella provincia di Mendoza per identificare il possibile serbatoio del virus Andes. I risultati dei test sono attesi nelle prossime settimane.
  • La ricerca su cure e vaccini sta facendo progressi. Diversi gruppi di ricerca in Argentina, Cile e Stati Uniti stanno sviluppando anticorpi monoclonali, strategie vaccinali e valutando l'impiego del tocilizumab nei casi gravi. Tuttavia, i finanziamenti restano limitati a causa della rarità della malattia.
  • In Spagna è stato dimesso il primo paziente confermato, completamente guarito dopo il ricovero in isolamento. Un secondo paziente positivo presenta soltanto sintomi lievi ed è ancora monitorato secondo il nuovo protocollo sanitario spagnolo.
  • Le autorità sanitarie internazionali continuano a ribadire che il rischio per la popolazione generale rimane basso e che non ci sono evidenze di una mutazione del virus che ne abbia aumentato la trasmissibilità. Resta comunque attiva la sorveglianza sui contatti esposti.

Al momento non risultano segnali di diffusione incontrollata o di un cambiamento sostanziale del livello di rischio, ma proseguono le attività di monitoraggio e ricerca.




05/06/2026
  • Continuano i monitoraggi internazionali legati al focolaio verificatosi sulla nave da crociera MV Hondius. Negli Stati Uniti, cinque persone precedentemente in quarantena sono state dimesse e trasferite ai rispettivi stati di residenza dopo essere rimaste asintomatiche durante il periodo di osservazione. Altri contatti continuano a essere monitorati dalle autorità sanitarie.
  • In Spagna è stato dimesso il primo paziente confermato positivo all'hantavirus dopo completa guarigione. Un secondo caso confermato presenta solo sintomi lievi ed è ancora sotto osservazione.
  • Le autorità sanitarie internazionali continuano a considerare basso il rischio per la popolazione generale, ma mantengono la sorveglianza sui contatti a causa del lungo periodo di incubazione osservato nel focolaio associato alla nave.
  • Un recente approfondimento scientifico segnala che in Argentina si è registrato un aumento stagionale dei casi di hantavirus rispetto agli anni precedenti. Alcuni ricercatori stanno valutando il possibile ruolo di fattori climatici e dell'aumento delle popolazioni di roditori nella diffusione del virus.

Nel complesso non risultano, al momento, evidenze di una diffusione incontrollata nella popolazione generale né segnalazioni di mutazioni che abbiano aumentato la trasmissibilità del virus. Le autorità sanitarie continuano comunque a seguire attentamente l'evoluzione della situazione.





04/06/2026

  • Cinque passeggeri statunitensi esposti al focolaio di hantavirus della MV Hondius sono stati autorizzati a lasciare la struttura di quarantena del University of Nebraska Medical Center dopo oltre tre settimane senza sintomi. Continueranno il monitoraggio sanitario presso i rispettivi Stati sotto la supervisione delle autorità locali.
  • Questo sviluppo è considerato incoraggiante perché non sono emerse nuove infezioni tra questi contatti ad alto rischio. Negli Stati Uniti restano comunque decine di persone sotto osservazione precauzionale.
  • L’World Health Organization continua a riportare oltre 600 contatti identificati in 32 Paesi, tutti sottoposti a monitoraggio o auto-monitoraggio secondo i protocolli internazionali.
  • Non risultano nuovi decessi, mutazioni del virus Andes o cambiamenti nella valutazione del rischio. Le autorità sanitarie internazionali continuano a considerare il rischio per la popolazione generale basso.
  • Prosegue inoltre il coordinamento scientifico europeo per lo studio del virus Andes, con attività congiunte tra organismi di ricerca e autorità sanitarie per migliorare diagnosi, sorveglianza e possibili terapie.



03/06/2026
  • Cinque passeggeri statunitensi precedentemente in quarantena dopo l’esposizione al focolaio della MV Hondius sono stati autorizzati a rientrare nei rispettivi Stati perché sono rimasti asintomatici per oltre tre settimane. Continueranno comunque il periodo di osservazione sanitaria sotto la supervisione delle autorità locali. Questo è considerato un segnale positivo perché non sono emerse nuove infezioni tra questi contatti ad alto rischio.
  • Non risultano nuovi decessi né un aumento del numero complessivo dei casi. Il focolaio rimane associato a 13 casi e 3 decessi, mentre il rischio per la popolazione generale continua a essere valutato come basso dalle autorità sanitarie internazionali.
  • L’World Health Organization conferma che oltre 600 contatti in 32 Paesi continuano a essere monitorati nell’ambito del tracciamento internazionale collegato alla MV Hondius.
  • La MV Hondius è stata dichiarata idonea a riprendere le attività dopo le operazioni di sanificazione e la sostituzione dell’intero equipaggio precedente.

Al momento non sono stati segnalati nuovi focolai, mutazioni del virus Andes o cambiamenti nella valutazione del rischio sanitario globale.



02/06/2026

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