Batterioresistenza è colpa nostra?
- 30/04/2026 14:22:14
- In: News

Ne abbiamo già parlato anni fa, ma ora un articolo pubblicato su Il Fatto Alimentare riaccende l'attenzione sul problema.
Utilizziamo troppi e senza effettiva necessità i disinfettanti sia in casa che in ambienti pubblici come scuole, uffici, ecc.
I disinfettanti posso diventare un problema per l'ambiente.
Se chiediamo a ChatGPT cosa ne pensa questa è la sua risposta:
Alcuni disinfettanti possono avere un impatto ambientale significativo, soprattutto se usati in modo
eccessivo o smaltiti male (es. nello scarico). Non tutti sono uguali: dipende dal principio attivo e
dalla sua persistenza nell’ambiente.
Disinfettanti a base di cloro (candeggina, ipoclorito)
Esempi: candeggina, ipoclorito di sodio
Problema ambientale:
• Tossici per organismi acquatici
• Possono formare sottoprodotti pericolosi (clorammine, trialometani)
• Persistono nelle acque e alterano gli ecosistemi
■ Sono tra i più critici se usati in grandi quantità
Alcoli e disinfettanti idroalcolici
Esempi: etanolo, isopropanolo
Problema ambientale:
• Evaporano facilmente ma contribuiscono all’inquinamento dell’aria indoor
• In grandi quantità possono alterare gli equilibri biologici
■ Impatto minore rispetto al cloro, ma non nullo
Sali di ammonio quaternario (QAC)
Esempi: cloruro di benzalconio
Problema ambientale:
• Molto tossici per organismi acquatici
• Poco biodegradabili e tendono ad accumularsi
■ Spesso presenti nei detergenti professionali
Perossido di idrogeno, ozono e ossidanti
Esempi: acqua ossigenata, ozono
Problema ambientale:
• Meno persistenti
• Fortemente reattivi, possono danneggiare
Bisogna poi considerare che i disinfettanti devono essere utilizzati solo dopo una perfetta pulizia delle superfici.
Disinfettare lo sporco non serve.
Inoltre bisogna rispettare i tempi di contatto ed i dosaggi indicati dal fabbricante del prodotto.
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