• Benvenuti sul sito cantello.it
  • Contattaci: 011 22.66.280

  • Benvenuti sul sito cantello.it
  • Contattaci: 011 22.66.280

Cerca

Resta informato

Segui le nostre sezioni News, Corsi e F.A.Q. e sarai sempre informato sulle ultime novità del settore.

Sulla STAMPA di oggi

  • 21/11/2025 09:03:57
  • In: News



Sulla STAMPA di oggi un articolo che riguarda le infezioni ospedaliere.
Di seguito un riepilogo dell'articolo.

Infezioni killer durante i ricoveri, ogni anno 11.000 casi in Piemonte. Il 5% è mortale

Alessandro Mondo

Luoghi di cura, gli ospedali, e di assistenza, le Rsa: luoghi protetti, viene da pensare. Invece no. Non proprio, almeno. Ogni anno in Piemonte si contano circa 11 mila casi di Ica, acronimo di «Infezioni correlate alla assistenza» da microrganismi resistenti agli antibiotici di prima linea, e che nel 4-5% dei casi causano il decesso dei ricoverati. Se si sposta lo sguardo in Italia, stando alla Simit, Società di Malattie Infettive e Tropicali, le Ica provocano 11 mila morti all’anno in Italia, che detiene il triste record tra i Paesi europei.

Una minaccia per i più vulnerabili
Un’emergenza silenziosa, sulla quale gli esperti non finiscono di interpellarsi, che si intreccia al fenomeno della antibioricoresistenza: una combinazione sovente fatale, di cui fanno le spese le fasce più vulnerabili della popolazione, ovvero gli anziani con una o più malattie. Ma non solo: le infezioni postraumatiche e postchirurgiche non sono una rarità, a tutte le età.

Strutture inadeguate e sovraffollamento
Il problema chiama in causa diversi livelli. «Molti ospedali, tutti quelli di Torino, sono vecchi, con stanzoni a più letti e bagni in comune, fattori che da un lato favoriscono le infezioni dall’altro limitano l’efficacia degli isolamenti infetti» – spiega Chiara Rivetti, segretaria Anaao Piemonte, sindacato dei medici ospedalieri –. «I Pronto soccorso sono sovraffollati, con pochissime o nulle possibilità di reale isolamento e pazienti in barella gli uni accanto agli altri che aspettano quasi sempre più di 48 ore il ricovero. Anche per questo sono urgenti i nuovi ospedali».

Contagi anche nelle Rsa
I pazienti con infezioni resistenti dimessi in struttura dovrebbero proseguire l’isolamento, cosa spesso logisticamente complessa anche per carenza di personale, prosegue Rivetti: non è raro che cluster di colonizzazione di batteri resistenti si sviluppino nelle Rsa, per la concentrazione di pazienti fragili. Nota a margine: «Gli infettivologi di Torino riescono a malapena a coprire le consulenze urgenti delle altre Asl periferiche, dove la carenza è gravissima».

Igiene delle mani in calo
Importante, e meno impegnativo, il consumo di soluzione idroalcolica. Su questo fronte, dal 2021 in Italia è attiva la sorveglianza delle mani in ambito ospedaliero. Dai dati relativi agli anni 2020, 2021 e 2022, risulta che nel 2022 si è riscontrata una ulteriore riduzione dei consumi nazionali di soluzione idroalcolica, arrivati a 15,63 Litri/1.000 giornate di degenza ordinaria contro i 20,66 nel 2021 e 24,52 nel 2020.

Gravi conseguenze per salute e costi
«Le infezioni correlate all’assistenza sanitaria, anche in connessione con l’antibiotico resistenza, comportano da sempre conseguenze cliniche, sociali ed economiche significative: aggravamento delle patologie, prolungamento dei ricoveri, aumento della mortalità e costi elevati per il sistema sanitario» ricorda Franco Ripa, dirigente Programmazione dei servizi sanitari e socio-sanitari, citando le raccomandazioni pubblicate quest’anno dall’Oms. «Due le priorità: – prevenzione e controllo delle infezioni attraverso protocolli e sistemi di sorveglianza; miglioramento delle infrastrutture igienico-sanitarie di base».

Investire in prevenzione conviene
Una partita da giocare a tutto campo, dato che la prevenzione può essere anche un investimento ad alto ritorno: ogni dollaro speso potrebbe generare fino a oltre 24 dollari di benefici, grazie alla riduzione dei costi sanitari. Ma è la vita, a non avere prezzo.


Leggi articolo originale

CONSIDERAZIONI:
La foto è piuttosto esplicativa sulle condizioni generali dei nostri ospedali, case di cura e di riposo.
Difficile riuscire a contenere delle infezioni in queste condizioni.
Sulla destra della foto piuttosto in penombra non si può non notare quello che sembra un carrello porta biancheria abbandonato in un angolo  e ripieno probabilmente lenzuola sporche.
Inoltre vediamo pazienti sistemati in quello che sembra un corridoio.
Certo non tutte le struttura sanitari versano in queste condizioni infatti ne troviamo anche in condizioni peggiori.
Ma fortunatamente ci sono anche le eccellenze e di queste se ne parla poco.
Perche a fare notizia sono sempre i casi peggiori.

<