CANDEGGINA? No grazie
- 17/09/2025 09:31:47
- In: News

La candeggina chiamata anche conegrina, varichina o varechina è uno dei prodotti più amati e più utilizzati dalle casalinghe.
Eppure questo prodotto è in pratica del tutto inutile nelle pulizie.
Nata nel lontano 1785 per sbiancare i tessuti è poi stata utilizzata anche per le normali pulizie degli ambienti anche perché in real periodo non esistevano i detersivi e l'unico prodotto in grado di lavare era il sapone di Marsiglia.
NON LAVA
La candeggina non contiene tensioattivi (gli unici ingredienti di un detersivo in grado di rimuovere lo sporco) ma da la sensazione di pulire in quanto sbianca la sporco rendendolo invisibile all’occhio. Ma lo sporco rimane esattamente al suo posto.
Ha un senso se utilizzata per sbiancare eventuali macchie dai tessuti (ma non tutte le macchie sono sensibili alla candeggina*).
Se utilizzata per la smacchiatura dei tessuti è buona regola usarla prima del lavaggio e quindi procedere al lavaggio con detersivo come di solito.
É sconsigliato usarla dopo il lavaggio a causa dei residui che possono rimanere sui tessuti e che possono causare problemi durante la stiratura o dare problemi di intolleranza a lungodegenti.
NON DISINFETTA
La comune candeggina non è un disinfettante sicuro ed infatti non è catalogata come disinfettante dalla normativa in vigore.
Questo per vari motivi (clicca qui per saperne di più)
NON E’ ECOLOGICA
Il cloro contenuto nella candeggina può diventare un forte inquinante se entra in contatto con altre sostanze.
IRRITANTE
Il cloro può essere irritante per i soggetti più sensibili.
Vediamo alcune problematiche legate all’uso della candeggina
- I vapori di candeggina possono causare irritazione di naso, gola e polmoni.
Soggetti con asma, allergie respiratorie o bronchite cronica possono avere peggioramenti (tosse, difficoltà respiratoria, crisi asmatiche).
L’esposizione a vapori forti in ambienti chiusi può causare mal di testa, nausea e vertigini.
- Miscele pericolose
con acidi (es. anticalcare, aceto) → si libera cloro gassoso, altamente tossico.
Con ammoniaca → si formano clorammine, irritanti per occhi e polmoni.
IN DEFINITIVA
In soggetti sensibili (bambini, anziani, asmatici, allergici, persone con pelle delicata) la candeggina va usata con molta cautela, in ambienti ben ventilati e sempre diluita.
In alternativa, possono essere preferiti disinfettanti meno aggressivi, come quelli a base di ossigeno attivo o alcool, che hanno un profilo di rischio più basso per l’utilizzatore.
NORMATIVA CAM
La normativa CAM in vigore ormai da alcuni anni vieta l’utilizzo della candeggina come detergente di uso giornaliero. Può essere utilizzata come sbiancante per il bucato ma non per la pulizia di ambienti e locali questo proprio perché non è un detersivo e quindi non è in grado di rimuovere lo sporco.
PERCHE' LA USIAMO?
L’uso della candeggina ha radici profonde (1785) ed era nata per sbiancare i tessuti. Prima della seconda guerra mondiale in pratica non esistevano i detersivi e gli unici prodotti utilizzabili per le pulizie erano il sapone e la candeggina.
L’uso di questo prodotto quindi è stato tramandato da madre in figlia sino ad arrivare ai giorni nostri.
Viene comunemente considerata anche un disinfettante sebbene non ne abbia alcun diritto.
* Macchie che la candeggina rimuove efficacemente
Macchie organiche: sangue, sudore, urina, muffa → l’ipoclorito ossida i pigmenti organici.
Residui alimentari colorati: vino rosso, caffè, tè, frutta, verdure come spinaci o pomodoro.
Macchie biologiche sui tessuti bianchi: biancheria intima, asciugamani, lenzuola.
Ingiallimento o grigiore dei tessuti chiari dovuti all’uso o all’acqua dura.
Muffe e alghe su muri, fughe delle piastrelle, pavimenti esterni.
Macchie che NON vanno trattate con candeggina
Tessuti colorati: scolora e rovina le fibre.
Seta, lana, fibre delicate: l’ipoclorito le danneggia irreversibilmente.
Macchie di ruggine o metalli: la candeggina può fissarle ancora di più.
Macchie grasse/oleose (olio, burro, trucco): non contiene tensioattivi, quindi non rimuove i grassi.
Legno, alluminio, superfici metalliche delicate: può corrodere o ossidare.