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PERICOLI NASCOSTI

  • 09/05/2023 14:22:36
  • In: News

Vorremmo di nuovo ritornare sul discorso dei detersivi concentrati ed un video su YouTube ci da uno spunto.
Il YouTuber sta cercando di convincerci ad utilizzare i concentrati per ridurre l’inquinamento, cosa del tutto giustificata e meritoria.
I concentrati in effetti potrebbero aiutarci a:
- Ridurre l’uso degli imballaggi in plastica
- Ridurre la quantità degli imballaggi in carta
- Ridurre il peso dei prodotti trasportati e quindi ridurre il consumo di carburante e le emissioni di Co2.
In buona sostanza ridurre sensibilmente l’inquinamento.
Ciò è tutto vero e noi in passato abbiamo tentato questa strada più volte e senza successo come del resto anche altre aziende famose.
Ma perché i concentrati non hanno mai avuto un grande consenso?
Il problema è piuttosto semplice ed è legato a diverse problematiche.
1) I concentrati riducono l’uso di plastica, di imballaggio ed i costi di trasporto eppure costano di più dei prodotti tradizionali. Quindi con tutta la buona volontà la casalinga alla fine sceglie il prodotto tradizionale che conosce ed a cui da fiducia.
2) Per alcuni tipi di prodotti il concentrato non da gli stessi risultati. In modo particolare proprio il prodotto per i vetri non ha la stessa efficacia del detersivo tradizione. Il motivo è semplice. Io youtuber ha ragione che in un prodotto per vetri il 90% è acqua ma è anche vero che non è acqua del rubinetto. Nell’ acqua potabile sono presenti una grossa quantità di sali (durezza dell’acqua) cloro (utilizzato per potabilizzare l’acqua stessa) e batteri. Per la fabbricazione dei detersivi si utilizza invece acqua demineralizzata e filtrata eliminato quindi quegli elementi non certo ottimali e che potrebbero inficiare le caratteristiche del detersivo.
3) Il contenitore per i detersivi deve avere caratteristiche precise, cioè deve praticamente essere sterilizzato. Se utilizziamo una bottiglia sporca, di un altro detergente o umida, potrebbe rovinare le caratteristiche del prodotto.
4) Uno dei problemi principali e tuttora irrisolti riguarda l’etichettatura del prodotto ottenuto. Cosa scriviamo sulla bottiglia del nostro grassatore ottenuta da un concentrato? In caso di avvelenamento in centro antiveleni ha bisogno di avere risposte certe per intervenire velocemente ed efficacemente. Il blogger ad esempio una volta fatto il prodotto lo mette in una bottiglia di un altro detersivo. Questo modus operandi può causare la morte in caso di avvelenamento. Ogni prodotto detergente in commercio è identificato da un nome e accompagnato da una scheda di sicurezza depositata presso il centro antiveleni. In questa scheda sono identificati i pericoli e gli interventi da seguire in caso di incidente. I medici però non possono sapere cosa c’è in quella bottiglia ne possono fare un’analisi chimica. Possono fidarsi solo del contenitore, un errore di interpretazione potrebbe essere fatale. Come si vede dalla foto utilizza una bottiglia di un prodotto della linea SMAK, presumibilmente uno sgrassatore.

5) Il concentrato che mostra il blogger è molto simile ai famosi POLARETTI ed ha un involucro idrosolubile. Ma come non conoscete i POLARETTI? Quei piccoli ghiaccioli molto amati dai bambini per la loro freschezza? Un bambino in tenera età può facilmente scambiare un detersivo per un goloso POLARETTO.

E' pur vero che i polaretti sono molto colorati ma è pur vero che il detersivo potrebbe essere disegnato nella parte nascosta e comunque ad un bambino potrebbero sembrare molto simili.
6) Sulla busta del detersivo concentrato non vedo nessuna scritta di identificazione né alcun simbolo di pericolo o di rischio. Se un bambino mette in bocca il prodotto, l’involucro si scioglie velocemente ed il piccolo ingoia un pericoloso concentrato. E se non trovo più la scatola di cartone? Una madre già nel panico per l’incidente potrebbe dare spiegazioni forvianti ai medici con gravissime conseguenze.
7) I moderni detersivi sono tutti biodegradabili oltre il 90% e devono biodegradarsi in acque non totalmente inquinate. Vuole dire che un detersivo immesso in fogna si biodegraderà con maggiore difficoltà e maggiore lemntezza. I moderni detersi sono quindi piuttosto delicati in questo senso rispetto ai vecchi prodotti. Vuole dire che se preparo un prodotto in una bottiglia e lo diluisco con acqua potabile lo stesso si biodegraderà piuttosto velocemente. Potrebbe quindi succedere che un concentrato preparato il 1 agosto e lasciato nella bottiglia per oltre 15/20 giorni cominci a degradarsi ed a diventare inservibile, al rientro dalle vacanze potrebbe essere necessario buttarlo.
8) Il problema dell’etichetta, della bottiglia e della identificazione certa del prodotto non riguarda solo i concentrati ma anche i prodotti venduti alla spina.
9) Rimane poi il problema di immagine. Una piccola fialetta messa in una grande bottiglia da l’idea che il prodotto ottenuto non sia un gran che.
10) A livello professionale il discorso invece è un po diverso perché i concentrati si utilizzano ma vengono diluiti al momento e quindi già si elimina il problema di doverli tenere in una bottiglia e viene anche a mancare il problema dell’etichettatura.
Per concludere, i problemi legati all’utilizzo dei concentrati in ambito casalingo sono molti e per questo motivo non hanno mai avuto un grande successo.

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